vie del centro storico

Trapani, fiaccolata per donne vittime violenza

Immagine di repertorio
L’iniziativa si inserisce negli appuntamenti della “Giornata per la vita consacrata” che si celebra oggi, in occasione della ricorrenza della Presentazione del Signore

Si terrà stasera, dopo la messa nella cattedrale di “San Lorenzo”, la fiaccolata per le vie del centro storico – che raggiungerà la statua della Madonna nei pressi della Capitaneria di porto – in ricordo delle donne vittime della violenza. L’iniziativa si inserisce negli appuntamenti della “Giornata per la vita consacrata” che si celebra oggi, in occasione della ricorrenza della Presentazione del Signore.
Su iniziativa della Diocesi di Trapani le religiose si riuniranno nella chiesa del Collegio per uno scambio di esperienze sul tema: “Carismi come profezia nella chiesa locale”. Si susseguiranno video e testimonianze delle suore Canossiane, delle Missionarie della Divina Misericordia, delle Piccole Suore della presentazione di Gesù al tempio, delle Apostole della parola, delle Agostiniane, delle suore dell’Incoronata e delle Orsoline del Santissimo Crocifisso. L’incontro avrà inizio alle ore 18 e saranno presenti anche le suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù che, in questi giorni, sono a Trapani per una “missione popolare” nel centro storico cittadino.
A seguire la celebrazione eucaristica in Cattedrale durante la quale le religiose rinnoveranno i loro voti. Nell’occasione saranno ricordati e celebrati i 50 anni di vita religiosa di suor Giuseppina Fiorella, Vincenzina Saglibene e Antonietta Spagnolo, Salesiane oblate del Sacro Cuore, e il 25° di professione religiosa di suor Maria Teresa Eme dell’Istituto dell’Incoronata. Al termine della messa partirà la fiaccolata.
“Essendo donne, prima che consacrate – afferma suor Nelly Jaime, segretaria diocesana dell’USMI, l’organismo che riunisce le religiose – sentiamo il dovere di abbracciare simbolicamente il dolore di tutte le donne e gridare al mondo: ‘rispetto per ciascuna!’. Con questa fiaccolata, vogliamo accendere una luce perché le donne del nostro territorio, soprattutto quelle più ferite nella loro dignità, sappiano che in noi religiose possono trovare madri e sorelle vicine e solidali”.

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